Menu
Cerca
English

Scuola di Robotica

Scuola di Robotica

29/11/2011 - Conferenze, Eventi

Torino, 4 dicembre 2011. Conferenza: Robot buoni o cattivi?

Torino, 4 dicembre 2011. Conferenza: Robot buoni o cattivi?
Tempo di lettura Tempo di lettura: 1.5 minuti

Domenica 4 Dicembre 2011 nell'ambito della mostra "Bambole dal Giappone. Atto Secondo", nel Salone d'Onore di Palazzo Barolo, a Torino, si terrà la Conferenza "ROBOT: BUONI O CATTIVI?". Parleranno Basilio Bona del Politecnico di Torino, Domenico Appendino di SIRI (Ass.ne Italiana di Robotica e Automazione) e Fiorella Operto, Scuola di Robotica.

La conferenza si terrà il 4 dicembre 2011 dalle 17 alle 18 nel Salone d'Onore di Palazzo Barolo, a Torino, Via delle Orfane, 7.

Il tema dei robot "buoni o cattivi" si inserisce in questa strordinaria Mostra "Bambole dal Giappone" (vedi il sito http://www.bambolegiappone.it) che ospita molte bellissime bambole meccaniche giapponesi, antesigane dei robot moderni.

Il biglietto d'ingresso varrà per la Mostra e per la Conferenza.

 

DALLE BAMBOLE AI ROBOT MODERNI (tratto dal sito di "Bambole dal Giappone"
"Non è difficile rinvenire nelle Karakuri Ningy? dell’epoca Edo le antenate di diritto della moderna robotica, che vede negli scienziati giapponesi gli sviluppatori certamente più appassionati.
Ma è in Toyoda Sakoichi (1867-1930), fondatore della Toyota e noto in Giappone come il padre della rivoluzione industriale, che possiamo riconoscere il punto di congiunzione fra il passato e la modernità. Toyoda era un maestro nella costruzione di Karakuri Ningy?. Importò dall’Occidente e sviluppò il principio dell’automazione. Come i suoi colleghi in Europa, inventò molti strumenti automatici di tessitura, fra i quali il famoso primo sistema di sicurezza legato all’industria: grazie a questo, i suoi telai interrompevano il flusso di lavoro automaticamente in caso di problemi. Tale invenzione fu integrata nel sistema di produzione Toyota.

Negli anni a venire, e in particolare dopo la seconda guerra mondiale, l’immaginario collettivo giapponese produsse centinaia di robot sotto forma di manga (fumetti), anime (i cartoni animati), film e modellini funzionanti a carica. Un esempio ne è Il manga Astro Boy creato da Osamu Tezuka con il titolo di Tetsuwan Atom (Atom dal pugno di ferro) nell'aprile 1952 e serializzato sulla rivista Shonen Manga fino al marzo del 1968.
La storia di Astro Boy è quella di un robot realizzato dal professor Tenma, sulla base delle caratteristiche fisiche e celebrali di suo figlio Tobio, morto a causa di un incidente stradale.
Astro Boy ha pertanto l'aspetto di un ragazzino dai profondi sentimenti umani definito Robot dal cuore d’oro. Il suo creatore ne fissò la data della nascita in un futuro 7 aprile del 2003.
La creazione di modelli funzionanti e che in qualche modo potessero riprodurre le caratteristiche e capacità umane divenne in particolare negli anni ’70 e ’80 una vera e propria ossessione per gli scienziati delle principali industrie giapponesi. Se da un lato Stati Uniti e Unione Sovietica accrescevano i propri armamenti nucleari durante la guerra fredda, in Giappone la corsa fu soprattutto rivolta alla realizzazione di automi sempre più sofisticati, che consolidassero la propria immagine di efficienza e avanguardia nel mercato mondiale della tecnologia.
La moderna robotica giapponese costituisce la sintesi dell’antica tradizione degli automi Karakuri e del talento degli artisti classici nel rappresentare l’opera della natura. La straordinaria verve naturalistica degli ingegneri giapponesi si esprime al meglio nel recente fiorire di ricerche su robot che imitano e riproducono le forme naturali.

Nel 2001 il Designer Kita Toshiyuki realizzò per la Mitsubishi il design della scocca di uno degli ultimi robot moderni: Wakamaru. Il piccolo robot è esposto nella mostra".


 

tags:

Divulgazione, Roboetica